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Come preparare la bibliografia di una tesi di laurea in lettere?

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In questa breve guida illustreremo in modo chiaro come fare la bibliografia della tesi di laurea in lettere. La bibliografia è la parte della tesi in cui vengono raccolte le informazioni relative alla letteratura critica e alle fonti a cui si è attinto per inquadrare il tema e svolgere la ricerca o approfondimento teorico. La bibliografia è un elenco di opere e di contributi di vario tipo (anche siti internet, ad esempio) utilizzati per il lavoro di tesi.

Come preparare la bibliografia della tesi

La bibliografia della tesi in lettere è di fondamentale importanza. Questa sezione del lavoro di tesi ricopre un ruolo cruciale perché indica quali approcci teorici conosce lo studente e a quali ha scelto di rifarsi, inoltre dimostra la capacità o meno di orientarsi all’interno della materia.
Una bibliografia nelle materie letterarie serve anche per fotografare lo stato dell’arte, a quale punto si è giunti rispetto alla trattazione di un tema dal punto di vista degli studi di settore. Per questo la commissione di laurea sceglie spesso di guardare questa parte della tesi come primo elemento di interesse, insieme all’indice.

Per questi e altri motivi che si potrebbero elencare consigliamo agli studenti di fare attenzione al modo in cui scrivono la bibliografia della tesi, la sua redazione dev’essere attenta e precisa. Solitamente viene posta alla fine del lavoro, subito dopo le conclusioni, nonostante sia uno degli elementi che vengono delineati per prima nel momento in cui si pensa a un argomento e a un progetto di tesi. A seconda dell’argomento e del tipo di tesi verrà redatta in un determinato modo. Esistono diverse tipologie di bibliografia, o meglio, diversi modi di strutturarla:

  • In ordine alfabetico per autore
  • In ordine cronologico delle pubblicazioni
  • Bibliografia ragionata (con menzioni bibliografiche inserite nel flusso del discorso)

Ma quali sono le modalità con cui si devono citare le fonti bibliografiche utilizzate? È questo aspetto quello che genera più confusione, pertanto ti forniamo qualche indicazione più precisa per quanto riguarda questo tipo di fonti:

  • Libri
  • Riviste e periodici

Come inserire i titoli dei libri in bibliografia

È facile immaginare quanto sia importante inserire correttamente i titoli dei libri in una bibliografia di una tesi in lettere. Elenchiamo di seguito gli elementi in ordine di comparizione:

  • Cognome e nome dell’autore (o cognome seguito dall’ iniziale maiuscola del nome, puntata) o, nel caso di più autori, cognome e nome di ciascuno separato dal precedente mediante virgola
  • Titolo e sottotitolo dell’opera (in corsivo)
  • Numero di edizione (se diverso dalla prima), e/o, indicazione della natura di ristampa con il numero di essa
  • Luogo di pubblicazione
  • Editore
  • Data di pubblicazione (se si utilizza un’edizione diversa dalla prima, indicare la data di quella utilizzata).
  • Eventuale numero del volume che si è consultato (nel caso l’opera si componga di più volumi e se ne sia utilizzato uno o più di uno, ma non l’opera completa), espresso in cifre romane.

Esempi:

Desideri P., Dione di Prusa. Un intellettuale greco nell’impero romano, Messina-Firenze, Casa Editrice G. D’Anna, 1978

Alföldy Geza, Römische Sozialgeschichte, 4 ed., Wiesbaden, Franz Steiner Verlag, 1984, trad. it., Storia sociale dell’antica Roma, Bologna, Il Mulino, 1987. Oppure: Alföldy Geza ( G.), Storia sociale dell’antica Roma, trad. it., Bologna, Il Mulino, 1987

Arangio-Ruiz Vincenzo, Storia del diritto romano, 6 ed., rist., Napoli, Casa Editrice Dott. Eugenio Novene, 1953

Come inserire le riviste in bibliografia

Una tesi in lettere può contenere anche contributi derivanti da articoli comparsi su riviste di settore, anzi, spesso accade. Anche periodici e riviste hanno indicazioni bibliografiche precise. Vediamo in elenco i punti da chiarire e riportare, e i relativi esempi:

  • Cognome e nome dell’autore o degli autori (come illustrato nel paragrafo precedente)
  • Titolo dell’articolo (in corsivo o fra virgolette “a sergente”: «…»)
  • Nome della rivista (in corsivo oppure fra virgolette a sergente)
  • Volume (o annata) in numero arabo o in cifre romane ed eventualmente numero del fascicolo, con l’eventuale indicazione di nuova serie (scrivere n.s.)
  • Anno (fra parentesi tonde)
  • Numero delle pagine in cui compare l’articolo (può essere anche preceduto dall’indicazione: pp.)

Esempi:

Brugnolo Furio ( F.), Le terzine della «Maestà» di Simone Martini e la prima diffusione della «Commedia», «Medioevo romanzo», XII (1987) (Studi in memoria di Alberto Limentani), pp. 136-54.

Brugnolo Furio ( F.), «Le terzine della Maestà di Simone Martini e la prima diffusione della Commedia», Medioevo romanzo 12 (1987) (Studi in memoria di Alberto Limentani), pp. 136-54

In questa breve guida abbiamo voluto indicare soprattutto le modalità di scrittura della bibliografia e redazione riguardanti i due casi più frequenti: libri e riviste. Ci sarebbe da illustrare anche le modalità di inserimento e redazione della sitografia, e per quanto riguarda la bibliografia in lettere anche come si inseriscono i singoli saggi di una raccolta collettiva. Tutti dettagli necessari che ci riserviamo di trattare in un prossimo articolo sul tema. Ma intanto speriamo di averti dato buone indicazione per preparare la tua bibliografia della tesi, per portare a compimento il tuo obiettivo presso l’università di Lettere a Genova con il massimo dei risultati.

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