Emozioni primarie: quali sono e come riconoscerle

Le emozioni primarie sono insite in ogni individuo. Sono da sempre oggetto di studio e di ricerca da parte degli studiosi di psicologia, emergono già in tenera età, quando gli istinti si manifestano e la socialità fa emergere le reazioni spontanee. Scopriamo insieme quali sono e qual è la differenza con le emozioni secondarie.

Emozioni primarie e secondarie

Hai visto Inside Out? È il cartone animato della Disney che per la prima volta ha portato sul grande schermo le emozioni. È un buon modo, diretto e semplice, per comprendere cosa sono le emozioni primarie e come funzionano. Come abbiamo detto si definiscono e manifestano già nei primi anni di vita. Un esempio classico è quello dell’emozione di disgusto, che coglie i bambini quando portano alla bocca cibi dal sapore sgradevole. Un’emozione che viene comunicata istintivamente con l’espressività facciale. Ecco la lista completa di queste emozioni principali:

  • Gioia
  • Tristezza
  • Stupore
  • Rabbia
  • Paura
  • Disgusto

emozioni di baseCosa differenzia queste dalle emozioni secondarie? Le primarie non sono attivate da un concetto di sé, dalla consapevolezza, mentre le secondarie sono mediate dall’introspezione e nascono da una reazione generata da chi possiede un’idea più o meno formata della propria persona.

Gli studiosi evoluzionisti sono concordi sul fatto che le emozioni cosiddette primarie sono necessarie all’individuo per consentire un adattamento nella vita, lo dimostrerebbe anche il fatto che siano presenti in tutte le culture, sono pertanto considerate universali.

Le emozioni secondarie invece sono il frutto di una mescolanza delle prime, sono più complesse, nel bambino emergono quando inizia a pronunciare i pronomi personali e a costruire giochi in cui rientra l’immaginazione e l’uso della fantasia.

Ad esempio, tra le emozioni secondarie c’è la vergogna. Il bambino prova questa sensazione se possiede una comprensione del contesto sociale in cui è immerso e se percepisce lo sguardo altri su di sé, avvertendo che il suo comportamento, la sua immagine o la sua comunicazione suscitano reazioni sottoposte a giudizio.

L’espressione delle emozioni

elenco emozioni e sentimentiPer riconoscere le emozioni è necessario soprattutto osservare il corpo. La nostra dimensione fisica ci permette di leggere tra le righe la presenza di un’emozione più o meno forte. Sono tante le modificazioni fisiologiche, ma alcune sono impercettibili. Il respiro, il battito cardiaco e il movimento improvviso (ad esempio la fuga) cambiano a seconda degli eventi circostanti e delle sensazioni che generano. Ad esempio, la paura può far sgranare gli occhi, lo stupore può far aprire la bocca o addirittura far emettere grida di giubilo.

A volte non è semplice gestire queste reazioni fisiche. Nonostante la convivenza fin dall’infanzia con queste reazioni spontanee può essere difficile mascherare la paura, la rabbia e anche le emozioni più positive. Quando si diventa adulti le principali reazioni emotive si caricano del peso delle emozioni secondarie che vi si sovrappongono, la paura genera ansia, lo stupore genera vergogna e così via, facendoci, ponendoci in condizioni di difficoltà. Se senti che le tue emozioni hanno il sopravvento e ti senti in difficoltà puoi cercare aiuto nelle scienze psicologiche. Una chiacchiera con qualcuno che ti sappia guidare nella buona gestione del tuo vissuto emotivo può renderti la vita migliore.

Le emozioni nel dettaglio

Sono moltissime le ricerche che si sono addentrate nella categorizzazione e nella precisa definizione delle reazioni emotive innate. Ma quali sono le cause che portano alla manifestazione di questi movimenti interiori?

  • Rabbia: frustrazione che può raggiungere aggressività
  • Tristezza: Senso di mancanza o vuoto
  • Paura: istinto di sopravvivenza che si innesca davanti a eventuali pericoli
  • Gioia: la positività suscitata dalla soddisfazione per un risultato o un obiettivo raggiunto
  • Stupore: può essere sia negativa che positiva, in seguito a eventi o stimoli del tutto inattesi
  • Disgusto: fastidio e repulsione per cose sgradite o sgradevoli

Da queste reazioni nascono ed emergono una serie di altre emozioni di cui abbiamo accennato, quelle secondarie. Eccone alcune, tra le più frequenti e conosciute:

  • Invidia: il desiderio di possedere cose o qualità altrui
  • Ansia: forte emotività causata da un ipotetico pericolo percepito come difficile da superare
  • Speranza: la capacità di avere fiducia nel palesarsi di eventi positivi
  • Nostalgia: una percezione di desiderio nei confronti di luoghi, tempi o cose lontane e dfficili da raggiungere

Si potrebbe proseguire nella lista, sarebbe importante farlo, per sviluppare l’intelligenza emotiva, un tipo di abilità che consente agli individui di conoscere e comunicare più facilmente ciò che si prova. È molto importante che ognuno di noi apprenda a gestire ed accettare come funzionano le nostre reazioni emotive, per vivere relazioni più appaganti e una socialità più serena. Lo stress della vita contemporanea ci mette a dura prova, innalzando i livelli di stress e di ansia. Ma ascoltarsi, prendersi un tempo per riflettere su sé stessi può essere un buon punto di partenza per crescere personalmente, accettarsi e imparare a volersi bene.


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